La Riserva Naturale Saline di Priolo, istituita dalla
Regione Siciliana nel dicembre 2000, ed affidata in gestione alla
LIPU, tutela una piccola, ma interessante zona umida residuo delle
estese zone paludose che orlavano tutta la costa della Sicilia sud-orientale.
Antichissima, la produzione del sale in questa zona è citata
già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C., la Salina "delli
Magnisi" occupava, ancora alla fine degli anni '60, una superficie
di oltre 80 ettari suddivisa in pantani di servizio e caselle salanti.
L'industrializzazione della fascia costiera da Siracusa ad Augusta
ha cambiato radicalmente il volto di quest'angolo di Sicilia, ampi
settori della Salina sono stati interrati per la costruzione della
centrale Enel e del depuratore consortile, o semplicemente usati come
discarica, un oleodotto, ora in disuso, le attraversa dal 1956.
Fortunatamente la riscoperta del valore culturale e scientifico delle
zone umide ha permesso di salvare una parte delle saline: circa 40
ettari che comprende il settore più prossimo alla penisola
di Magnisi. Una vera "oasi tra le ciminiere" di grande interesse
educativo e testimonianza della storia umana e non solo naturale di
questo territorio.
La riserva naturale comprende un ampio stagno costiero corrispondente
agli antichi bacini di accumulo dell'acqua marina e si inserisce nel
sistema di zone umide salmastre della Sicilia sud-orientale. Il livello
dell'acqua è notevolmente condizionato dalla piovosità
e può oscillare tra oltre un metro di profondità ed
una secca estiva a volte completa, secondo una dinamica tipica dei
"pantani" costieri siracusani. Lungo i bordi dello stagno
accumuli di terreno usato per successivi riempimenti della vecchia
salina sono stati ormai colonizzati dalla vegetazione palustre, alcuni
ormai interni, in parte demoliti dall'erosione, hanno assunto l'aspetto
di piccole isole.
Negli ultimi anni la diminuita salinità dell'La Storia ha portato
ad una evidente evoluzione della vegetazione, con la riduzione delle
aree a salicornia e la estensione di fasce perimetrali di canneto
tamerici.
La ricchezza faunistica della riserva è legata alla presenza
di oltre 200 specie di uccelli, spesso presenti in concentrazioni
di notevole interesse e che ne fanno un luogo privilegiato per gli
appassionati di bird-watching. Migliaia di uccelli acquatici usano
ogni anno le saline come area di sosta nella migrazioni da e per l'Africa.
Particolarmente ricca è la migrazione autunnale (agosto-ottobre)
quando è possibile osservare stormi di centinaia di Aironi
cenerini e Garzette, ma anche Spatole e Fenicotteri, gruppi di migliaia
di piccoli limicoli come Gambecchi, Piovanelli, Piovanelli pancianera,
intenti a setacciare il fango alla riLa Storia di cibo in una sosta
del loro lungo volo dalle zone artiche alle coste dell'Africa. Alcune
specie, come la Sterna maggiore, un laride proveniente dal Mar Baltico,
il Gabbiano roseo, la Beccaccia di mare, sono regolarmente presenti
a Priolo in maggior numero che in ogni altra zona umida siciliana.

Dal tardo autunno centinaia di Folaghe ed anatre di diverse specie
si fermano per trascorrere l'inverno in attesa di ripartire verso
il nord. Con loro anche Gabbiani, Svassi maggiori e Tuffetti e, a
volte, anche Falchi di palude ed alcuni limicoli. Spesso anche i Cormorani
sorvolano la salina nei loro spostamenti lungo la costa. In primavera
sostano ancora aironi di diverse specie, limicoli fra cui Pittime
reali e Combattenti o le Marzaiole piccole e rumorose anatre che hanno
trascorso l'inverno nei laghi africani. Con l'avanzare della primavera
restano quasi solo gli uccelli nidificanti come gli eleganti Cavalieri
d'Italia, i Fraticelli, i Fratini ed i Corrieri piccoli. Il numero
di coppie nidificanti è molto variabile, condizionato dal livello
dell'acqua, ma hanno nidificato fino a c. 40 coppie di Cavaliere,
altrettante di Fraticello, ed, occasionalmente, anatre poco comuni
come nidificanti in Italia come la Volpoca, il Mestolone o la Moretta
tabaccata, quest'ultima fra le spe4cie europee più seriamente
minacciate di estinzione. In piena estate molti Gabbiani reali usano
la salina, spesso asciutta, come posatoio, fra loro presenti in buon
numero i rari Gabbiani corsi.
Attorno alla salina sono ancora comuni Conigli selvatici e Donnole
e poche specie di rettili ed anfibi fra cui il Biacco e la Rana verde.
Non è pensabile la salina se non come parte di un più
ampio contesto dominato dalla adicente penisola di Magnesi, l'antica
Thapsos col suo insediamento preistorico e protostorico tra i più
celebri della Sicilia, le sue necropoli con tombe a grotticella e
l'esteso abitato risalente al XV secolo a.C. considerato tra i più
antichi esempi di organizzazione urbana dell'intero Occidente. Ma
la penisola è anche ricca di fauna, con la presenza di specie
rare e localizzate come l'Occhione e la Calandra tipiche degli ambienti
steppici.
